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POLLO ALLA MARENGO – LA STORIA SENZA LEGGENDE PDF Stampa E-mail

ImageInquadrare questo storico piatto, risalente alla metà del 1800, in una località piemontese, Spinetta di Marengo, in provincia di Alessandria, non è solo necessario ma anche doveroso, per sgomberare ogni equivoco o manomissione storica del piatto, nonché del luogo, dei costumi e abitudini, delle risorse alimentari del tempo, della collocazione geografica dei luoghi.

Va ricordato che il Generale Napoleone Bonaparte, portava sempre al suo seguito, anche per motivi di sicurezza, un proprio cuoco di fiducia, ovvero, François Dunand, e così le provviste viaggiavano e stoccate separatamente  da quelle della truppa e controllate severamente.  Napoleone Bonaparte, per chi lo avesse scordato, era Francese, di Ajaccio  a sud della Corsica,  visse e si formò non solo militarmente o politicamente in Francia, ma anche si abituò alla cucina dell’epoca anche se disordinatamente.

ImageIl Piemonte dal 1600 a tutto il 1861 fu condizionato dalla cultura anche gastronomica Francese e dei Savoia, tradotta dalle usanze contadine del luogo. Le fattorie, tipiche del paesaggio piemontese si auto sostentavano allevando animali e coltivando la terra. La cucina Piemontese era una  cucina di ispirazione popolare, una cucina povera legata al territorio ed ai prodotti dell'agricoltura e contadina perché il Piemonte, chiuso tra Alpi ed Appennini, non è mai stato, in quel tempo, al centro di grandi commerci nazionali e internazionali.

I prodotti della terra e quelli da cortile e della stalla (mucca da latte) erano presenti in tutte le comunità e i prodotti erano il risultato di questo patrimonio: Latte, Burro, Grasso animale (maiale)e prodotti di risulta (pancetta, lardo, cotenna, ecc), nonché uova, galline, polli, e altro del luogo. Anche l’ambiente contribuiva al sostento alimentare, vale a dire, il pesce di fiume, i gamberi di fiume, lumache, funghi, ecc.  La campagna forniva i prodotti per le farine per il pane e la pasta e quelle per la polenta. L’orto con le verdure, i pomodori, le carote, le zucchine, l’aglio, la carne di pecora e il latte di pecora chiudevano una parte del paniere dell’epoca.

ImageAltra considerazione da tener presente è che all’epoca non esisteva il frigorifero per conservare il cibo o i prodotti deperibili, perciò si sopperiva con l’essicazione di alcuni prodotti (pomodori, funghi) all’affumicamento di alcune carni (la pancetta), la stagionatura (formaggi). L’olio di oliva in pratica non esisteva e si capisce il gran consumo del burro in Piemonte (e nel nord Italia) e delle tradizioni Francesi.

François Dunand conosceva perfettamente queste condizioni locali e adattò la cucina per il Generale Bonaparte secondo le esigenze del momento. Il Pollo alla Marengo non nasce per caso (niente leggende) infatti alla fine della battaglia un emissario di Bonaparte raggiunse François Dunand per ordinargli che il Generale voleva festeggiare la vittoria con un piatto  che   ricordasse  l’evento  e  che   doveva  contenere  solo prodotti esclusivamente locali. Composizione: Il pollo è tagliato a pezzi e appena infarinato, passato in casseruola e ben rosolato con burro, aglio e poi i pomodori essiccati (per dare colore); sfumato con vino bianco, poi i funghi essiccati e aggiustato tutto con sale.  Si ungeva durante la cottura con brodo di verdure (sempre pronto) e si aromatizzava con qualche goccia di limone.
ImageQuasi a fine cottura si aggiungevano i gamberi di fiume e tolto tutto dal fuoco si faceva riposare lievemente. A parte, nel brodo, si tuffavano i tuorli d’uovo con il suo albume e cuoceva quel tanto da far rimanere morbido il tuorlo, che veniva posato nel piatto su una fetta di pane scottato, insieme al pollo e i gamberi di fiume.

Per concludere. Le ricette riferite a questa pietanza e la loro originalità sono frutto di leggende; il patrimonio originale è reperibile solo nella memoria di poche famiglie che hanno attinto al “dire” di allora e alle prime sperimentazioni effettuate in loco.
Questa  l’abbiamo trovata alla
Locanda dei Narcisi, Strada Barbotti, 1 - Frazione Bettole - Pozzolo Formigaro (AL) –  Telefono: 0143/319822; 3485116638 - Fax: 0143/319822 – tramandata in famiglia da tempo.
Sito web:
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