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GOLOSITALIA: IL BELLO, IL PIACEVOLE, IL GUSTO ITALIANO A BRESCIA PDF Stampa E-mail

ImageGOLOSITALIA - MONTICHIARI (BS) - FIERA DEL GARDA (Via Brescia 129).

A Golositalia 2017 è di scena la cucina naturale e, così,  il mondo dell’enogastronomia torna ad essere protagonista a Golositalia, con una manifestazione che si svolgerà dal 25 al 28 febbraio a Montichiari(BS) presso il Centro Fiera del Garda, in Via Brescia 129.

Tema principale della sesta edizione sarà quello della cucina naturale. Nell’occasione, sarà presentata una ricca selezione di prodotti dedicati agli amanti della cucina che pone attenzione a salute e intolleranze. Una cucina che considera il cibo come un valido alleato nella ricerca del benessere.

Golositalia 2017 si è poi posta l’obiettivo di superare i numeri raggiunti nella scorsa edizione che hanno registrato la presenza di ben 70.000 persone. La manifestazione, che quest’anno metterà in campo 640 espositori e 120 eventi, si rivolge sia ai professionisti che al popolo dei foodies, i quali hanno la possibilità di conoscere, degustare ed acquistare prodotti spesso introvabili nei comuni supermercati.

Novità di Golosità 2017 sarà l’Arena Eventi, uno spazio in cui gli chef presenti saranno protagonisti di cooking show e dibattiti con il pubblico. Tra le presenze finora confermate spicca il nome del maestro pasticcere Ernst Knam, giudice supremo della trasmissione televisiva Bake off.

Golositalia 2017: una esposizione di dolci della passata edizioneRicco il programma di corsi di cucina, convegni, seminari e dimostrazioni, con grande attenzione al tema cibo e benessere.

Tra i tanti, il corso di Pasticceria Naturale. I dolci che fanno bene (25 febbraio ore 12.30). Un’esplorazione di ingredienti nuovi e non convenzionali dove uova, burro, zucchero bianco e farina vengono messi da parte per una pasticceria innovativa, più sana e consapevole. Tutte le ricette proposte saranno senza glutine, latticini, uova e zucchero. Sarà condotto da Barbara Silanus, pasticciera di formazione classica specializzata in pasticceria salutistica e per intolleranze alimentari.

Il seminario Frittura è vita. I segreti della frittura che fa bene alla salute (27 febbraio ore 14.00). Condotto dalla dottoressa Chiara Manzi presenterà le caratteristiche salutistiche e nutrizionistiche della frittura se fatta rispettando alcune indicazioni e regole.

Dessert naturali invece durante il corso Dolce per natura (28 febbraio alle 15.30) condotto dallo chef Giacomo Matteo Pisanu.

Per altre informazioni  www.golositalia.it.

 
GRAZIANO TERZONI: LA FILOSOFIA CHE ACCOMPAGNA I MIEI VINI PDF Stampa E-mail

ImageQUESTA E' UNA NOSTRA INTERVISTA AD UN PERSONAGGIO UNICO E RARO IN CAMPO ENOLOGICO. ECCOLA.

Dottor Terzoni, ci può illustrare il senso del suo lavoro ?. Il mio lavoro ?. É il riepilogo di tante giornate piene di azioni: quelle buone sono meravigliose e quelle negative sono solo esperienze che servono per imparare.

Cerco il successo enologico concentrandomi sul risultato finale che entrerà nel bicchiere, scovando la soluzione migliore in ogni contesto. Cammino per vie sperimentali, spingendomi oltre al risultato già ottenuto, accompagnato dai dubbi e dalle certezze dell’agronomia, della biologia e della fisica.

Nella mia scala dei valori, i denari non occupano i primi posti, perché non voglio essere schiavo, o dipendente, da un fede che può svanire da un momento all’altro. 
Adoro fare e guadagnare per vivere e creare lavoro, tornando a fare e dedicare tempo alle mie bottiglie.

Cerco principalmente un’emozione da condividere: è bellissimo quando, parlando con i “santi bevitori”,  mi dicono di essere contenti e soddisfatti del mio vino, il mio lavoro.

ImageLA SARTORIA DELL’ENOLOGO
Voglio avere una visione dei miei prodotti restando in qualche modo all’esterno, molto autocritico, per riuscire a valutare più adeguatamente il mio operato.
Un enologo è come un sarto: dopo aver visionato la stoffa, prende ago e filo per creare un’opera nuova che deve piacere a chi l’ammira. La parola magica è "eleganza". Faccio di tutto per creare vini eleganti dove un sorso tira l’altro. Perciò nell’uva ricerco i tannini buoni, gli aromi delicati e l’armonia nel gusto e retrogusto. Anche a scapito della potenza e della muscolosità, che un sarto coprirebbe con le sue stoffe migliori.
Ho capito che in un vino il “naso” elegante coincide con “una” bocca elegante, mentre un olfatto potente coincide quasi sempre con un gusto meno armonico, quasi eccessivo. L’esagerazione non è necessariamente negativa, ma il mio vino ideale è quello che… due amici si ritrovano, stappano una bottiglia, se la raccontano e dopo mezz'ora la bottiglia è vuota!
Questo è il mio obbiettivo.

LA MIA TERRA
Adoro le uve della mia terra: uve autoctone considerate dal mondo enologico “diversamente abili”.
Un tempo recriminavo per non essere nato in una zona enologica più conosciuta, dove il vino è passione di molti: in Piemonte, in Franciacorta, in Friuli o magari nella stessa Champagne.
Ora vedo le cose da un altro punto di vista: giro, m’informo, chiedo e condivido, non con molti, la passione per fare sempre meglio. Ho capito che la Malvasia, l’Ortrugo, la Fortana, la Bonarda, le uve della mia terra arriveranno sempre seconde se continuiamo a mandarle nelle stesse scuole, a studiare con gli stessi metodi, dei Pinot, degli Chardonnay dei Sauvignon. Intendo dire che se ci si limita a copiare gli schemi di vinificazione di questi storici vini, non si può sperare di ottenere il meglio dai nostri vitigni. Le nostre uve hanno bisogno di respirare a pieni polmoni, di riposare senza fretta, di essere svegliate delicatamente. Per le nostre uve serve un’elaborazione particolare, appropriata alle loro caratteristiche, che metta in risalto le la loro doti migliori.
Il vino Amarone, ad esempio, è diventato grande solo perché nella zona di origine è stato adottato uno schema di produzione appropriato all’uva: l’appassimento pone le premesse per creare, da un Valpolicella, un grande vino.

ImageLE BOLLICINE
Le bollicine fermentate in bottiglia sono la mia passione, perché sono nato in un territorio, la provincia di Piacenza, dove la rifermentazione in bottiglia è una lavorazione con origini antiche. Sin da dopo la Grande Guerra tutte le bottiglie prodotte nel piacentino (circa 30 milioni) venivano riempite con un vino che presentava un residuo zuccherino naturale. Al sopraggiungere dei primi caldi primaverili queste bottiglie iniziavano a “far la spuma”, oggi si direbbe a “rifermentare”. E’ il "metodo ancestrale", lo storico metodo usato da sempre in tutto il mondo per ottenere un vino con le bollicine, il remuage e il degorgement per rimuovere le parti torbide sono state applicate più recentemente, con le esigenze di commercializzare e trasportare il vino fuori dalle zone di produzione, per consumatori più lontani nello spazio o nel tempo.
Negli anni ’60 i Colli Piacentini erano una l’unica zona d’Italia che produceva solo “bollicine”. Poi, a partire da metà degli anni '70, con il boom economico e dei consumi si sono diffusi quei tini infernali chiamati autoclavi, persino il nome è brutto, che poco alla volta hanno industrializzato e banalizzato il modo di produrre vini frizzanti.
La rifermentazione in bottiglia ha, per me, un fascino particolare perché ogni bottiglia è un pezzo unico, che viene dal patrimonio culturale, ancestrale, del mio territorio, condiviso con altre poche zone al mondo!
La cucina del territorio, con la sua naturale generosità, ha da sempre fatto apprezzare una bottiglia di buon vino, che con le bollicine rinfrescanti prepara le papille gustative ad assaporare ogni boccone.

LA MIA IDEA DI BOLLICINE
-Raccogliere le uve a maturazione giusta, rispettando ogni vigneto
-Le uve tardive, che maturano lentamente, cioè quelle che si raccolgono ad Ottobre, danno i migliori risultati.
- Tre fermentazioni: (1)la primaria, che produce l’alcool; (2)la malolattica (sempre!) che nobilita il gusto; (3)la rifermentazione in bottiglia che dà le bollicine.
-  Un pH basso, vicino a 3, dove gli equilibri fra i tre acidi dell’uva diventano fondamentali per assicurare armonia.
-Niente note amare
-Bolle in surplace
-Naso integro, armonico, pulito, con mille sfumature.
-Servizio al cliente: impeccabile! Dopo tanto lavoro non si possono usare dei bicchieri qualsiasi, magari lavati a macchina con il brillantante!
A parte scriverò come deve essere fatta una corretta bevuta (non degustazione, bevuta).

ImageIL BIANCO E IL ROSSO: Tutti i vini che produco sono figli della passione e della voglia di migliorarmi che mi porta a fare ricerche enologiche avanzate per mettere in risalto il mio territorio. Uso la fantasia per mettere in pratica le regole della biologia e della fisica, intervenendo con mezzi naturali. Rifuggo le alchimie! Cose vecchie, che appartengono a chi non ha cura e passione e cerca solo scorciatoie sperando di scalare montagne. Poche ore in più o pochi gradi centigradi di differenza fanno la differenza fra errore ed eccellenza.

Le tecniche di protezione dei mosti dall’ossigeno attraverso gas inerte o iperossidazione (l’esatto contrario della prima) sono soluzioni fisiche che impiego a secondo del risultato che desidero ottenere nel bicchiere. Quando è opportuno, lascio gli acini in infusione nei mosti; so che potrei ottenere un prodotto più muscolare e corposo, ma sto attento anche all’amaro, alla bassa acidità, all’eccesso di tannini ossidabili.
Se potessi schiaccerei gli acini uno ad uno con l’indice e il pollice, perché otterrei un estratto ancor più alto, un pH basso, maggiormente tamponato (che mi permetterebbe di svolgere la fermentazione malolattica grazie ad un equilibrio migliore fra gli acidi) e soprattutto un vino più longevo.
Quando voglio sviluppare i profumi tiolici tipici di molte uve aromatiche, come la nostra malvasia aromatica di Candia, dovrò raccogliere l’uva prima che il sole bruci gli aromi e correre in cantina: vinificare entro 2 ore, proteggere dall’ossidazione, estrarre il succo molto delicatamente.
Nella vendemmia 2014 ho sperimentato una lunghissima macerazione a freddo, che sembra dare alla Bonarda di Piacenza quell’eleganza particolare che finora non ero mai riuscito a trovare nella Bonarda. Solo con la fantasia, per sperimentare strade nuove, e con le conoscenze biologiche e tecnologiche si possono produrre vini molto rappresentativi del territorio.

Dottor Graziano ci può svelare le prospettive del suo futuro impegno in campo enologico ?.  Continuerò nella mia ricerca della qualità a favore del consumatore, sapendo che più errori biologici/fisici ci sono e più ci si allontana dall’offrire il meglio della propria terra.  Se qualcuno vuole scoprire queste tecniche e questi vini...mi trova in cantina per una bella bevuta.

per maggiori info: GRAZIANO TERZONI
Azienda Agricola Podere Pavolini
Località Paolini,3 Bacedasco Alto
29010 Vernasca (Pc)
Telefono e fax: 0523.895407
web:
www.poderepavolini.it
e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 
SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA GRAFFIGNANA: PASSATE E LASCIATE UNA PREGHIERA PDF Stampa E-mail

IMMACOLATA CONCEZIONE: NOSTRA SIGNORA DELLA GRAFFIGNANA.

ImageSicuramente non ci crederete, ma da quando ho scoperto questo piccolo Santuario non riesco più a togliermelo dalla testa. 

La Mia mente è rivolta a questa Madonna ogni ora ogni giorno. Il pensiero si trasforma come se avessi una sorta di richiamo, un essenza che non riesce a farmi staccare da Lei e che mi spinge a andare in questo luogo continuamente.
Mai ho pregato come in questo tempo e, meraviglia delle meraviglie, non mi pesa e non mi da nessun imbarazzo, anzi quando esco da questo luogo sto meglio, mi sento più sereno rispetto a quando sono entrato. La notte non riesco a dormire se non dopo aver recitato le mie “avemaria” e ringrazio la Nostra Signora della Graffignana per avermi fatto risvegliare il mattino dopo.

ImageIl piccolo Santuario è situato lungo la strada provinciale Quinzanese nei pressi della frazione San Vito di Casalbuttano che ospita anche la chiesa parrocchiale dedicata a san Vito Martire. Il santuario è dedicato all’Immacolata Concezione, ma è più comunemente conosciuto come il Santuario di Nostra Signora della Graffignana, derivando il nome da una cascina che sorge nei pressi. Il Santuario si trova in località San Vito di Casalbuttano ed Uniti, provincia di Cremona. Ubicato sulla SP86 tra Cignone e San Martino in Beliseto.

L'edificio sacro fu costruito nel XVIII secolo sui resti di un più antico, all'interno del quale la tradizione vuole sia avvenuto un evento miracoloso. Un antico oratorio era stato distrutto dalle truppe francesi al soldo di Francesco I duca di Modena; tornata la pace e allontanato l’esercito dal territorio cremonese, nel giorno della Pentecoste del 1668 accadde un fatto straordinario.

ImageUna fanciulla di dodici anni, sordomuta dalla nascita (si chiamava Brigida Busetti), partì da San Vito verso i campi della Graffignana. Giunta dove giacevano le macerie della Cappelletta, la bambina vide una splendida Signora, sul tronco reciso di un fico. Si parlarono, la fanciulla riacquistò la parola e l’udito, narrò al padre che la Signora le aveva detto di andare a disseppellire dalle rovine l’antica effigie della Madonna con il Bambino. Una volta ritrovata, tutti gli abitanti accorsero a vedere la statua e l’evento miracoloso; così si decise di ricostruire il tempio.

Nel 1704 il progetto fu realizzato, come recita una piccola lapide murata sul fronte del Santuario: “Imperversando ovunque la guerra, nello spazio di sei mesi essa stessa, la Vergine, si eresse questo santuario nel 1704”.

L'interno, a unica navata, è costellato di ex-voto, tra cui due bassorilievi collocati dalla famiglia Turina. I medaglioni illustrano la grazia ricevuta dalla Madonna in tutti questi anni.  La Festa del Santuario della “Graffignana”, si tiene la seconda domenica di Maggio.

A tutti coloro che capiscono questo messaggio, rivolgo un appello: passate parola, andate a fare una visita alla Madonna della Graffignana, offrite una preghiera per chi ha bisogno, anche per noi stessi. Non lasciate sola questa Santa Signora, la porta del Santuario è sempre aperta.

"Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen".
IN LATINO
"Ave, Maria, gratia plena, Dominus tecum, Benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Jesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen".

 
LA CUCINA REGIONALE INNOVATIVA PER L'EXPO: CREMONA IL BONTA' 2015 PDF Stampa E-mail

ImageCon l'inizio del mese di gennaio 2015, prende il via la nuova serie della  promozione della ristorazione locale.  Quest’anno, l’Evento, avrà come tema “La Cucina Regionale Innovativa per l'Expo".  Lo scopo è quello di far conoscere al grande pubblico, questo spaccato della cucina territoriale regionale Italiana. 
 
I Ristoranti che vorranno aderire, entreranno a far parte del nostro sistema informativo e comunicativo, (portale, facebook e con quei media che collaborano con noi) e a novembre 2015, parteciperanno alla premiazione dei ristoranti selezionati.

L'evento si Terrà a Cremona, il 16 novembre 2015 al “Bontà”, Salone delle Eccellenze della Tavola Italiana e delle Attrezzature, alla sua dodicesima edizione.

Nulla è chiesto economicamente, ma solamente la partecipazione a questa iniziativa.

Qui trovate alcune notizie dell'edizione 2014:  www.osvaldomurri.it
Il nostro portale registra oltre 300.000 contatti mese e oltre 3,5 Milioni /anno:
Siamo su Face book professionalmente :
https://www.facebook.com/

ImageSchema Organizzativo
Per tutto il 2015 si effettueranno iniziative promozionali attraverso:
• I siti e portali online di settore - Face book  - ecc.
• La stampa online e tradizionale (cartacea)
• Comunicati ad Agenzie Turistiche, Proloco, ecc.
• Sul nostro Portale, la pubblicizzazione del locale con foto, dati e informazioni mirate, come indirizzo, telefono, giorno di chiusura, ecc.

E’ possibile promuovere una serata a “Tema” per i clienti, presso il proprio ristorante, proponendo i piatti dall’impronta Innovativa e i vini abbinati,  facendo votare ai commensali quale piatto e vino hanno preferito. Sono possibili altre soluzioni per finalizzare la comunicazione dell’evento. Si accede alla premiazione se si superano 80/100 del piatto e dell’abbinamento.

Il 16 Novembre 2015 partecipazione all’evento - il Bontà - e  presentazione del piatto INNOVATIVO del locale, e ritirare il premio  “La Cucina Regionale Italiana Innovativa”, “Locale Selezionato”.

VIDEO1:
http://www.laprovinciacr.it/video/66257/Osvaldo-Murri-e-le-eccellenze-enogastronomiche.html

VIDEO2:
https://www.youtube.com/watch?v=xnV2Mxbt5VA

PERSONAGGI DELLL'ANNO:
http://www.italiaatavola.net/articolo.aspx?id=13590


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LA CUCINA REGIONALE INNOVATIVA PER L'EXPO

ImageEsempio di segnalazione del ristorante
Tra le meraviglie della Franciacorta sicuramente spicca la cucina di un grande Gourmet, ovvero, il Ristorante "La Corte", animato dalle doti e il talento di Aldo Chiari e della sua instancabile moglie Cinzia, che attorno al 1993, decisero di avviare questo locale impostandolo su una cucina che sapesse unire il territorio, la creatività, la piacevolezza e non ultimo l’innovazione per soddisfare il cliente.  L'Ambiente è raffinato ed elegante con una capienza di circa 80 posti disposti su tre sale ben organizzate ed arredate e con quel tocco professionale che lo rende particolare.  A tavola ogni piatto è una creazione e si distinguono per  la presentazione, le combinazioni alimentari, le novità stagionali e il talento innovativo di Aldo Chiari che spiega al cliente non solo le componenti del piatto ma anche le ragioni della realizzazione. RISTORANTE LA CORTE - V. S. PANCRAZIO 41/49 - PALAZZOLO SULL'OGLIO (BS) - Telefono 030 7402136 - web:
www.ilristorantelacorte.com - e-mail:  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   -  Si consiglia di Prenotare.

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Qui sotto, una foto panoramica della premiazione degli Chef nell'edizione del 2014 - Tutti a Tavola per l'Expo - tenutasi a Cremona il 10 novembre 2014 al Salone Nazionale delle Specialità Italiane de "il Bontà", alla sua 11 Edizione.

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TUTTI A TAVOLA PER L'EXPO: UN SUCCESSO DI BONTA', QUALITA' E TIPICITA' PDF Stampa E-mail

ImageImageTutti a Tavola per l'Expo: al Bontà di Cremona lunedì 10 novembre 2014 si è tenuta la rassegna dei 42 ristoranti dell'Asse del Po (Torino - Ferrara) con la premiazione delle eccellenze territoriali proposte durante tutto il 2014 e delle cantine vitivinicole del territorio che saranno riproposte per tutto il 2015 durante l’evento dell'Expo.

Molti i ristoratori che hanno aderito alla selezione, quarantadue coloro che hanno superato  80/100 dei voti, assegnati dai commensali durante le serate predisposte per l’occasione. Il Tour ha interessato 13 le province e quattro regioni, ovvero, Cuneo, Torino, Vercelli e Alessandria (regione Piemonte), Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (regione Lombardia), Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara (regione Emilia-Romagna) e Rovigo (regione Veneto).

I  cuochi premiati, hanno preparato i loro piatti in un ambiente disagiato e fuori dalla propria cucina, presentandoli ad una giuria di Chef che ne hanno assegnato un valore riferito all’originalità del piatto.

ImageCinque sono state le proposte che  hanno catturato la giuria; La Zuppa di Scalogno Piacentino, presentato dal ristorante Cattivelli di Monticelli d’Ongina (Pc), il Cannolo di pasta all’uovo croccante ripieno di astice e stracciatella di burrata su passatina di patate rosse, del ristorante Le Scuderie Cremona,  il Cappuccino di baccalà con spuma di patate e croccante di polenta, del ristorante La Corte di Palazzolo sul’Oglio (Bs),  la Faraona al forno e mostarda dal ristorante i Gabbiano di Corte dei Cortesi (Cr),  il Tonno al rostì di patate su crema di sale nero affumicato al legno di melo, del ristorante La Rosa Gialla di Ripalta Cremasca (Cr).

Alla presenza della Stampa Nazionale e locale ad ogni ristorante è stato premiato alla "Qualità della Cucina Italiana di Territorio”, e con una confezione delle Mostarde Fredo, una delle novità alimentari presenti al "Il Bontà" 2014 di Cremona.

ImageLa manifestazione ha preso spunto dall’Evento Mondiale dell’Expo 2015 che  tra i temi obiettivi  proposti, gli organizzatori di Tutti a Tavola per l'Expo, hanno scelto quello di “Valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentati del territorio, come elementi culturali del proprio paese”.

Patrocinato da Ospitalità Italiana, e con la partecipazione di Touring del Gusto e Strapiace, la selezione dei menù ha visto la presenza a tavola durante il tour (gennaio - novembre 2014) di oltre 4.000 commensali e con la partecipazione di oltre una ventina di giornali locali e nazionali e aziende vitivinicole di eccellenza enologica.

Otto i locali non erano presenti alla premiazione, assenze dovute alle gravi condizioni atmosferiche che hanno interessato le proprie zone di residenza e attività che ne hanno impedito la partecipazione. Un particolare applauso è stato rivolto a Luciano Zeffirino (Genova), così ai titolari della Buca di Zibello (Parma), così al Sant'Espedito di Mortara (Pavia), e a tutti coloro che hanno subito le conseguenze del maltempo.

L'appuntamento è per il 2015 con una iniziativa particolarissima per la ristorazione e la tavola regionale.

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