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UN PO DI GUSTO: I PIACERI E I SAPORI DELLA BASSA PIACENTINA DA GUSTARE OGNI MESE E TUTTO L'ANNO PDF Stampa E-mail

ImageRASSEGNA ENOGASTRONOMA DELLA STRADA DEL PO E DEI SAPORI DELLA BASSA PIACENTINA DAL 15 OTTOBRE ALL'8 DICEMBRE 2010: DA NON PERDERE!.

Siamo alla 4a edizione della Rassegna Gastronomica “Un Po di gusto”, l’appuntamento con i sapori del territorio della Bassa piacentina, che quest’anno diventa ancora più attraente. Tra tradizioni antiche e gusti genuini, i migliori ristoranti, trattorie, osterie e agriturismi della Bassa offrono speciali menù stagionali per festeggiare insieme l’arrivo dell’inverno.


Concedetevi una sosta per visitare i Soci della “Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina” per conoscere le tradizioni, la cultura e per acquistare i prodotti tipici della Bassa: dai gustosi salumi e formaggi ai vini della tradizione, alle antiche varietà di frutta, alle deliziose marmellate, nettari di frutta e giardiniere, ma anche per conoscere luoghi di estremo interesse architettonico e storico e godere della nostra ospitalità.

ImageIl Territorio e i suoi sapori sono racchiusi in un  cerchio lungo quasi 100 km., costeggiando il fiume Po ed accogliendo al suo interno, castelli, antiche cittadine, paesaggi incantevoli in tutte le stagioni. Partendo da Caorso, vivace cittadina dove vale la pena di visitare la Rocca e la Collegiata, si prosegue verso Monticelli dʼOngina, dominata dalla maestosa Rocca Pallavicino, sede del Museo Etnografico del Po, dell’ Acquario del Po e del Museo della civiltà contadina. La tappa successiva del viaggio è quindi Castelvetro Piacentino, antico castrum romano, oggi elegante cittadina dalla bella chiesa settecentesca.

ImageDa qui si raggiunge Villanova sullʼArda, città delle ciliegie, nel cui territorio spicca un vero gioiello: Villa Verdi a Sant’Agata nella quale il Maestro lavorò e visse a lungo. Imperdibile poi una visita al castello rinascimentale di San Pietro in Cerro, sede del MIM, importante raccolta d’arte contemporanea creata dal proprietario mecenate. A Besenzone, invece, tipici esempi di rustici e ville antiche costellano i dintorni, mentre a Cortemaggiore, dopo una visita alla Collegiata di Santa Maria delle Grazie per ammirare l’importantissimo polittico di Filippo Mazzola, padre del Parmigianino, si fa tappa alla chiesa della Santissima Annunziata, per non perdere le suggestive opere del Pordenone.   


ImageMa le ricchezze non finiscono qui, perché in questo viaggio è impossibile non lasciarsi tentare dalle delizie tipiche del territorio, frutto di una tradizione lunga secoli: dai prelibati antipasti di salumi piacentini DOP – Coppa, Salame e Pancetta – insieme al grass pist, al culatello piacentino, al fiocchetto, al salame gentile, ai famosi formaggi Grana Padano DOP e Cacio del Po, seguiti dai tipici anolini e magari da un fritto dʼacqua dolce – anguilla, pesce gatto, rane – fino ai prodotti delle terre della Bassa, come l’aglio ed il pomodoro di Monticelli d’Ongina e le deliziose ciliegie di Villanova, per non parlare della varietà di frutti antichi, come la mela cotogna, ancora presenti sul territorio; inoltre notevole è la produzione di dolci e liquori: la delicata spongata, la croccante sbrisolona accompagnati dal marsala allʼuovo, dal bargnolino o dal nocino, saranno la perfetta conclusione di un lauto pranzo – e di un piacevole viaggio – lungo la Strada del Po e dei Sapori della Bassa.

Per informazioni: Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina
Tel. 0523/716968
www.winefoodfestival.it
www.uppenninopiacentino.com


Locali - Ristoranti - Osterie - Trattorie e Agriturismi della Bassa


ImageAGRITURISMO
“BOSCHI CELATI”
Via Donizzetti
Fossadello – Caorso
Tel. 0523/822128
www.agriturismoboschicelati.com
Chiusura: lunedì
Il menu è disponibile tutti i giorni
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 33,00

ANTICA TRATTORIA “DA CATTIVELLI”
Via Chiesa di Isola Serafini, 2
Monticelli d’Ongina
Tel. 0523/829418
www.trattoriacattivelli.it
Chiusura: martedì a cena
e mercoledì tutto il giorno
Il menu è disponibile tutti i giorni
Prenotazione: obbligatoria
Prezzo a persona: € 35,00

ImageOSTERIA “LO SPUNTINO”
Via Don Minzoni, 25
Loc. Roncarolo – Caorso
Tel. 0523/821435
Chiusura: lunedì
Il menu è disponibile tutti i giorni
Prenotazione: obbligatoria
Prezzo a persona: € 35,00

TRATTORIA “DA ENNIO”
Strada Cascina Barrago, 1
Caorso
Tel. 0523/821105
www.trattoriadaennio.it
Chiusura: lunedì
Il menu è disponibile tutti i giorni
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 29,00

ImageOSTERIA “DI MURADOLO”
Via Papa Giovanni XXIII, 33
Muradolo – Caorso
Tel. 0523/822593
Chiusura: lunedì e sabato
a pranzo
Il menu è disponibile tutte le sere
e i week-end
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 27,00

OSTERIA “DEL PESCATORE”
Via Po, 14
Castelvetro Piacentino
Tel. 0523/824333
Chiusura: lunedì e sabato
a pranzo
Il menu è disponibile tutti i giorni
ImagePrenotazione: obbligatoria
Prezzo a persona: e 35,00

RISTORANTE “COOP AVANTI”
Via Bernini, 19
Castelvetro Piacentino
Tel. 0523/823108
Chiusura: lunedì sera
Il menu è disponibile sabato sera,
domenica pranzo e cena
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 28,00

AGRITURISMO “BONISSIMA FERMI”
Via Bonissima, 2
Monticelli d’Ongina
Tel. 0523/827021
www.agriturismobonissima.com
Chiusura: lunedì, martedì,
mercoledì
ImageIl menu è disponibile domenica a
pranzo
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 25,00

TRATTORIA “I MALPENSANTI DEL TRIESTE”
Via Trieste, 3
Monticelli d’Ongina
Tel. 0523/815269
www.imalpensantideltrieste.it
Chiusura: lunedì
Il menu è disponibile dal martedì
al venerdì:solo a cena, sabato e
domenica: pranzo e cena
Prenotazione: obbligatoria
Prezzo a persona: € 35,00

AZ. AGRITURISTICA “LA VALLE”
Via Castellana, 17
San Pietro in Cerro
ImageTel. 0523/839162
338/7392691 - 333/8962837
www.agriturist.it
Apertura: solo nei week-end
Il menu è disponibile nei giorni di
apertura
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 32,00

TRATTORIA “RIZZI”
Via Roma, 3/2
San Pietro in Cerro
Tel. 0523/836482
Chiusura: martedì sera, mercoledì
Il menu è disponibile venerdì, sabato
e domenica a pranzo e cena
ImagePrenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 28,00

DEGUSTAZIONE “LE VERDI CANTINE”
Via Verdi, 3
Sant’Agata
Villanova sull’Arda
Tel. 0523/830018
Chiusura: lunedì
Il menu è disponibile tutti i giorni a
pranzo e cena
Prenotazione: obbligatoria
Prezzo a persona: € 25,00

TRATTORIA “LA VERDIANA”
Via Verdi, 15
Sant’Agata
Villanova sull’Arda
ImageTel. 0523/830209
Chiusura: lunedì
Il menu è disponibile tutti i giorni
Prenotazione: consigliata
Prezzo a persona: € 35,00

LA FIASCHETTERIA
Via Bersano, 59/b
Besenzone
Tel. 0523/830444
www.la-fiaschetteria.it
Chiusura: lunedì e martedì, sempre
a pranzo (eccetto i festivi)
Il menu è disponibile nei giorni di
apertura del ristorante
Prenotazione: obbligatoria
Prezzo a persona: € 55,00

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TORTELLO DI ZUCCA: La sua Storia dal Medioevo ad Oggi e le sue Tradizioni PDF Stampa E-mail

ImageQuesto servizio, lo precisiamo, è il frutto di un lavoro di ricerca effettuata presso enti, biblioteche, università, associazioni, cultori della tavola italiana, organismi di archiviazione di documenti di famiglie nobili e relazioni diplomatiche tra Ambasciatori dei Ducati, del periodo 1100 - 1700 e fino all'inizio del 1900.  Abbiamo catalogato gli avvenimenti solo a fronte di date certe ed a persone certe, nonchè luoghi degli accadimenti avvenuti. Il resto, anche se li citiamo, sono vaghi, incerti e privi di riferimenti sicuri. Non 'è un lavoro esaustivo e lo sottolineamo.

Premmesso questo, possiamo affermare in estrema sintesi, che il Tortello di Zucca nasce e si sviluppa su due grandi direttici territoriali così fatte:

1.    Da Ferrara a Mantova, per proseguire poi per Casalmaggiore, Cremona e infine, Crema (tortelli conditi con burro);

2.    Da Mantova a Piadena, per proseguire per Ostiano, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Pavia (tortelli conditi con pomodoro);

Cambiano i nomi, le forme, alcuni ingredienti dei ripieni, ma il filone compositivo è sempre quello, il tortello, la zucca e la sua evoluzione.

ImageI "cappellacci" o i "ritortelli" di zucca ferraresi sono riportati  con il primo “ricettario pubblico "Dello Scalco”, datato 1584 con firma di Gianbattista Rossetti, cuoco alla corte del Duca Alfonso II d’Este,  ricettario adottato poi da altri cuochi dell'epoca.

Il  “riturtell” o il “turtell” di zucca mantovano appaiono scritti nel primo ricettario pubblicato
nel 1593, a firma di Cristoforo Messisbugo, cuoco di origine ferrarese alla Corte dei Gonzaga per 25 anni.   Gli succede  Bartolomeo Stefani di origine bolognese che pubblicò il suo ricettario nel 1662.

E’ da Mantova che il tortello subisce emigrazioni e trasformazioni anche scritte.  Infatti si ricorda che i Gonzaga regnarono dal 1328 al 1707 e alla loro corte passarono i migliori pastai, pasticceri e cuochi dell'epoca, compreso quelli di fede ebraica, con grande fortuna della tavola dei Gonzaga.

ImageCon gli editti dei Gonzaga contro gli ebrei (Gonzaga 1629 -1630) molti cuochi e pastai fuggirono verso Piadena (turtèl e sàlsa), Casalmaggiore (i blisgòon), Cremona (il tortèi de sòca) e Crema (turtèi cremàsch)  il tortello dolce condito con burro e grana grattugiato, lasciando la loro impronta in ogni territorio accasatisi.

Piadena ospitò alcuni di questi maestri della tavola (1630 – 1650) i quali non lasciarono traccia scritta dei loro impasti e ricette, ma trasferirono alle "cuoche" di casa il loro sapere finchè un pastaio (un certo Hyman Kaplan o Yuman Haplan) insediatosi in una ricca famiglia del luogo, (Sacca, o Sacchi, originari di Piadena) ne plasmo  la forma, il contenuto e il condimento, e  la donò alla padrona di casa. Oggi la ricetta è conosciuta come “tortello di zucca al pomodoro di piadena”.  I pomodori, si ricorda  arrivarono dalle americhe prima in spagna e poi in italia ed  ebbero una diffusione alimentare attorno al 1549, grazie all'erborista Senese Pietro Andrea Mattioli che li coniò "mele d'oro" (per il colore giallo) e successivamente "pomo d'oro" (per il colore rosso).

I testi scritti diventano pubblici e si diffondono con l'inizio del 1900, quando  il tortello di zucca al pomodoro di Piadena è presente nella tradizione familiare come piatto tipico del giorno di festa,  e veniva consumato la sera della vigilia di Natale e il giorno di Sant'Antonio, rinnovando  i vincoli di famiglia da una generazione all'altra e da una intera comunità, fino ai giorni nostri.  Il padre serviva i tortelli iniziando dal figlio minore, alla mamma e all’intera famiglia e poi gli altri commensali.

ImageLe "direttrici” del Tortello di zucca sono essenzialmente due:
1.    quella che va da Ferrara a Mantova, Reggio Emilia poi Casalmaggiore, Piadena, Ostiano, Cremona e infine, Crema dove la pasta sfoglia accoglie i ripieni con una sua caratteristica ben precisa  ( Pasta: con farina, acqua e sale; Ripieno con, biscotti secchi, uva passita, pane grattato, cedro candito, buccia di limone, grana padano stagionato, buccia di limone grattugiata, marsala secco, noce moscata. Condimento solo con burro fuso, grana padano: Questo Tortello si espande  da Crema ai comuni limitrofi tra Soresina, Castelleone,  Soncino e poi al confine con la provincia di Brescia, Bergamo, Milano).

2.    quella che venendo da Mantova ed arrivati a Piadena, subisce un cambiamento  particolare (conditi con la conserva di pomodoro)e Ostiano. La composizione è così fatta: pasta sfoglia con ripieno di zucca delicata, mostarda di mele campanine, formaggio grana, noce moscata, condimento con abbondante salsa di pomodoro, preparato con burro e cipolla dolce e tanto grana grattugiato. La sua forma è rettangolare e poderosa e sarà così (salvo la forma) nel suo tragitto territoriale per Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Pavia. Ostiano trova una sua particolarità che trovate a parte in un altro servizio;

Image3.    Da Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Pavia si contendono due soluzioni di condimento: una con il burro fuso e grana grattugiato e l’altra con il sugo di pomodoro abbondante, e grana padano, fino a trovare proposte con sugo di pomodoro e funghi a Parma, Piacenza (Tortei ad zcc) e così a Pavia.

4.    La preparazione della sfoglia è pressappoco identica: farina uova e sale e acqua tiepida. Sfoglia da sottile a medio sottile. La forma da tortello, a cappellaccio, rotondo, quadrato, rettangolare, mezza luna, ritorto.

5.    Cottura al dente e servito su piatto caldo.

ImageLa Storia del Tortello di Zucca si scrive con le culture delle grandi famiglie dell’epoca, ovvero, dalla Famiglia d’ESTE (Ferrara), ESTIENSI (Ferrara), GONZAGA (Mantova), FARNESE (Parma e Piacenza), PALLAVICINO (Parma),  VISCONTI (Reggio Emilia), MALASPINA (Massa Carrara e La Spezia), SFORZA (Milano), VISTARINO (Pavia), IL PLATINA (Barolomeo Sacchi - Cremona - 1475
prerettore alla corte dei Gonzaga, apre la stagione dei manuali di cucina salutistica senza spezie). Un arco di tempo che va da 1186 al 1700 e fino ai giorni nostri, ovvero, inizio 1900.

La potenza di ogni famiglia veniva valutata anche per la qualità della tavola, l’alta ospitalità ed accoglienza ricevuta e con il possedere i migliori specialisti della cucina e della tavola di quel tempo.
 
Fine, oggi 3 gennaio 2011-01-02

Image Oggi la ricetta del tortello di zucca è inflazionata, ovvero, ognuno la interpreta come vuole e i più esigenti badano alla qualità delle materie prime, le combinazioni alimentari, modalità e tempi di cottura e la portata a tavola.

Si sta attenti all'abbinamento con il vino che suggeriamo di abbinare sempre un ottimo Lambrusco Mantovano della Cantina di Quistello quando ci troviamo in quella zona, oppure un Lambrusco Reggiano di Donelli Vini se siamo in quelle parti, così se ci troviamo in quelli di Parma un Otello Nero di Lambrusco della Cantina Ceci. 

Se siamo nella provincia di Piacenza allora gustatevi "Al Me Russ" Spumante Rosso di Montesissa, mentre se si è in quelli di Pavia il nostro consiglio è una Bonarda Secca Frizzante dei Fratelli Agnes di Rovescala. 

Per maggiori indicazioni entrate nella nostra rubrica dedicata ai Lambruschi e scegliete; le proposte che troverete sono tutte di alta qualità, attentamente selezionate anche sotto il profilo salutistico.

ImagePer concludere. Il tortello di zucca si è dibattuto tra pietanza povera (per la zucca) a piatto ricco (uova, ripieno, condimento) ma il fatto concreto è che  il tortello di zucca nasce nelle cucine delle signorie nobili e all'inizio del 1900, nelle cucine delle famiglie popolari agricole come piatto della festa della natività e della resurrezione, divenendo così piatto tipico, della tradizione e di tutti.

Abbiamo esordito che questa ricerca non era esaustiva e lo confermiamo: quello che siamo riusciti a mettere insieme è questo; per il resto cercate voi.

Buona zucca a tutti.

Foto: una moderna cuoca pastaia di Piadena intenta a preparare il tortello di zucca al pomodoro con la ricetta della tradizione, composta con le materie prime di alta qualità odierne.

Questo piatto è possibile gustarlo presso l'Antica Trattoria dell'Alba, loc Vho a Piadena.
 
 
SPUMANTI & SPUMANTI: FRANCIACORTA - OLTREPO - TRENTINO - ASTI - VALDOBBIADENE - ECC. SOLO BOLLICINE PDF Stampa E-mail

ImageFervono i preparativi della seconda edizione di Volta Mantovana sugli Spumanti Italiani: Franciacorta, Oltrepo, Trentino e così  le altre zone vocate alla spumantistica, saranno gli artefici di
una particolare manifestazione di bollicine Italiane, nell'area del Garda (Brescia - Desenzano - Sirmione - Verona - Volta Mantovana).

L'evento si terrà il 23 - 24 - 25 ottobre 2010 all'interno della residenza estiva (Villa dei Gonzaga), situata sulle colline di Volta Mantovana, ricca di giardini all'Italiana.

Stand riservati ai produttori di vini spumanti e  stand separati di prodotti alimentari saranno a disposizione per l'assaggio e l'acquisto da parte dei visitatori.  La giornata di Lunedì 25 ottobre 2010, sarà riservata alla ristorazione e operatori del settore.

Si terranno degustazioni guidate da Paolo Lauciani e da Osvaldo Murri riferite alle tipologie degli spumanti e le loro caratteristiche: Metodo Classico e Metodo Italiano e poi: Zero, Extra Brut, Brut, Sec, Demisec, Dry, Extra Dry; a seguire Millesimi, Cuvette, Riserva.

I produttori faranno degustare i propri prodotti, suggerire gli abbinamenti e proporre l'acquisto direttamente dal proprio stand in loco.  Lunedì 26 potranno ricevere i ristoratori e gli operatori di settore anche in appositi incontri in sale predisposte allo scopo.

Insomma, una manifestazione frizzante, allegra e piacevole. Prenotatevi.

Info e prontazioni: Comune di Volta Mantovana
Telefono: 0376.839431/2
e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Alcune foto
dei giardini della Villa dei Gonzaga dove si tiene Spumanti & Spumanti
prima foto: banco d'assaggio
seconda foto: stand esposizione, assaggio, vendita
terza foto: vista completa degli stand
quarta foto: un momento della manifestazione scorsa.

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ANTICA TRATTORIA GIOVANELLI: DA TRE GENERAZIONI STUPISCE SEMPRE! PDF Stampa E-mail
ImageLo confessiamo, manchiamo da questo locale da diversi anni e ci siamo ritornati per valutarlo, malgrado le temperatura climatiche del mese di agosto e la giornata di domenica. 

Li cogliamo di sorpresa, senza annunciarci e senza presentarci, se non alla fine, dopo aver saldato il conto, scombiando la loro, giornata con le pose e le fotografie degli artefici di questo locale e alcuni loro piatti.

La Famiglia Giovanelli, residenziati in Val Luretta, in quelli di Piacenza,  gestisce questo locale da ben tre generazioni e ci si accorge in primis per la presenza del giovane Marco Giovanelli in sala, l'uomo jolly, in grado di accompagnarvi per mano per degustare i sapori della tradizione piacentina, vini compresi.

ImagePoi  la presenza in cucina, dimostrata dalla presenza di diverse donne, di differinti età,  che marcano il tempo, i talenti e l'esperienza della tradizione piacentina con il loro fare.

Da questa cucina tutti i piatti che arrivano in tavola sono lavorati e realizzati come una volta, con le antiche ricette di chi li ha preceduto,  rispettando i sapori, le quantità delle materie prime, la provenienza dei prodotti tipici, esclusivamente piacentini ed emiliani, trasformati grazie alle mani esperte e alla sapienza culinaria di Raffaella e Piera Giovanelli.

I salumi proposti, realizzati dal vicino salumificio, ripercorrono l'antica ricetta dei nonni e vengono stagionati nella loro vecchia cantina.

ImageI primi piatti sono rappresentati dalla pasta fresca preparata quotidianamente a pranzo e a cena, con in testa i  tortelli con il ripieno di ricotta, sono sempre presenti  nel menu e per tutto l'anno.

I "Pissarei e Faso", tipici gnocchetti fatti con farina e pane vecchio grattuggiato, conditi con sugo e fagioli borlotti, rappresentano il piatto povero, ma ricercato da tutti i buon gustai, non solo piacentini.

Gli Anolini in Brodo, il piatto ricco della festa del Natale,  qui lo si degusta anche nel mese di agosto, grazie al ripieno che si fa cuocere per un'intera giornata (la polpa di manzo, polpa di maiale e salsiccia) poi  tritata e mescolata a grana grattugiato e uova, e per  alla sua forma e la sottile pasta che trattiene tutto.
    
Tra i secondi piatti predominano gli arrosti: coppa di maiale, arrotolato di vitello, stinco di maiale, faraona  il salame cotto accompagnato in inverno dal puré di patate.

ImageTre o quattro volte alla settimana, in occasione della preparazione del tradizionale brodo di carne, si possono gustare i bolliti: gallina ripiena, manzo, costina.

Per chi ama il formaggio può gustare il grana piacentino prodotto dal caseificio Val Luretta e il formaggio di mucca, capra e pecora dei Pianoni, abbinati al miele prodotto a Sarturano.

Anche i dolci sono molto semplici e variano in base alla stagione: semifreddi all'amaretto, al croccante, al malvasia, allo yogurt e more, aspic di frutta, crostata, torta di frutta.  Qui si trova anche un dolce della tradizione, ovvero, il "busslan", la ciambella da intingere nel vino.  Inoltre viene preparata la torta soffice di mandorle che era molto in uso nella Val Luretta.


Abbiamo abbinato tutti i piatti con un Gutturnio Frizzante dei Colli Piacentini dell'Azienda Luretta nella stupenda veranda realizzata solo da qualche anno.

ImageUnica pecca e che si autorizza a fumare
.  Provate a pensare ad un ospite che operatosi all'esofago (o altra parte dell'apparato rspiratorio o gastro-interico) con ottima riuscita  dell'estirpazione di un tumore: come deve comportarsi ?: litigare?, mettere in piazza il suo problema?, chiedere al fumatore di smettere?.  No!: la soluzione più semplice è quella di abbandonare il locale e non tornarci mai più!.
 

Il consiglio è di provvedere
 a rimuovere questo impedimento e di tutelare la salute dell'ospite sempre!.  Chi vuol fumare e menomarsi la salute vada fuori dal locale e non infetti gli altri con il fumo passivo.

Per il resto è un locale che consigliamo e che invitiamo di prenotare sempre. Ottimo anche il rapporto qualità e prezzo.


Info: ANTICA TRATTORIA GIOVANELLI
Via Roma, 51
Loc. Sarturano
29010 - Agazzano - PC
Telefono: 0523/975155


 
MARANO LAGUNARE: VEDOVA RADDI - PREMIO ALLA PROFESSIONE, ALLA TIPICITA' E ALL'OSPITALITA' FRIULANA PDF Stampa E-mail
ImageNon potevano esserci a Travazzano di Carpaneto (Pc) per ritirare il premio assegnato alla professione da Isnart e Ospitalità Italiana e allora siamo andati noi a Marano Lagunare (Ud) a consegnarlo direttamente durante una festa di innaugurazione del "Casone" di Raddi, alla foce del fiume stella.

Al piccolo porticiolo di Marano Lagunare,
con un'altra decina di  invitati ci hanno imbarcato  su un taxi nautico e attraverso i canali della laguna, dopo circa venti minuti, ci hanno portato alla meta: al Casone di Decio, all'interno di un canale ricco di canneti e reti per la cattura e la pesca del pesce.  Dopo l'attracco, Decio, sua Moglie e il loro staff ci hanno accolto come degli amici e facendoci visitare in lungo e in largo il grande "Casone", arredato per una cinquantina di persone, ci hanno esternato il loro sempre ed affettuoso benvenuto.

Stupendo!, è stata la  mia esclamazione, quella del dottor Piero Zargara (Isnart) e  di Nicola Montesissa (produttore di vini) invitati per l'occasione.

ImageMancavano pochi minuti alle ore dodici e sulla tavolata predisposta nel giardino  adiacente al casone, sono arrivati piatti di salumi del luogo, sperlunghe di sarde al sapore di mare e in agro\dolce e poi, l'anquilla fritta accompagnata da una ricca frittura di pesce di laguna, poi gamberetti rossi, e poi ancora cozze alla marinara (a sazietà) e poi ancora, volgole veraci alla marinara,  all'infinito.

L'orologio scocca le ore 13,00 ed arriva una barca con  sopra la famiglia di Eugenio Collavini, notissimo produttore di vini friulani e della sua stupenda Ribolla Gialla Spumante e con il suo arrivo gli oltre cinquanta invitati ci sono tutti. Si sfoggiano così i migliori vini portati per l'occasione e tutti immersi in vasconi di ghiaccio in modo da servirli  freddi al punto giusto. Un fiume di vini di tutti i colori e dai mille sapori hanno accompagnato il ricco spuntino-aperitivo consumato in giardino, prima del pranzo ufficiale nel "casone" di Deccio Raddi.

ImageAbbiamo colto l'occassione della presenza completa di tutti gli ospiti per consegnare a Deccio Raddi e sua Moglie, la targa in argento di Isnart e Ospitalità Italiana e Touring del Gusto, contenete la gran menzione alla Professionalità. Le motivazioni sono state illustrate dal dottor Piero Zagara (Ospitalità Italiana), a segure il dottor Collavini, e a seguire il dottor Nicola Montesissa, titolare della cantina che ha ospitato e promosso il Touring del Gusto e da Osvaldo Murri, giornalista eno-gastronomo ideatore del Touring del Gusto, arrivato alla 3a Edizione.

Alla Famiglia Raddi la riconoscenza delle Istituzioni per l'opera profusa in tutti questi decenni nei confronti della buona tavola, l'ottima cucina, la stupenda accoglienza mai venuta meno dall'epoca dei nonni a giorni odierni, alzando sempre più la qualità delle proposte e l'onestà del prezzo. Un attaccamento alla clientela mai visto e per il quale noi che scriviamo, siamo i viventi testimoni da oltre 45a anni.

Entrati nel casone abbiamo trovato le tavole già imbandite e pronte ad accogliere il meglio che la grigliata friulana potesse offrire; gamberoni rossi, mazzancolle, scampi, anguilla allo spiedo, e altro che non ricordiamo e poi ancora vino, anzi, ottimo vino.
Montesissa con i suoi vini autoctoni e storici (Ortrugo, Malvasia secco, Gutturnio Spumante) ha impressionato positivamente i commensali acquisendo ulteriori amici anche in terra friulana.

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La conclusione della giornata (iniziata alle ore 12,00 e terminata alle ore 17,00) ha visto lo sfoggio dei dolci friulani, Gubana compresa, e il caffè nella caffettiera di casa, così come nelle antiche tradizioni marinare e agricole.

Ci siamo imbarcati sulla motovedetta turistica con una decina di altri ospiti e con la speranza nel cuore di tornare una prossima volta .

Noi vi possiamo consigliare che se siete da quelle parti non lasciatevi scappare questo locale: testatelo, gustatelo, assaggatelo e non vi pentirete. Però Prenotate.


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